mercoledì 9 novembre 2011
WINDSURF UNA METAFORA DELLA VITA
Tutto inizia qualche anno fà quando un mio carissimo amico mi propone di fare un corso di windsurf. In quel periodo avevo già una passione che mi occupava buona parte del mio tempo libero, che era la bicicletta, ma accettai ugualmente la sua proposta, pensando è una cosa nuova perchè non provarla.
Ricordo ancora il corso si teneva il 7 e 8 giugno presso una scuola di windsurf di Torbole sul lago di Garda a poca distanza da dove abito, per partecipare al corso avevo rinunciato ad una gara in bici da strada, ecco perchè ricordo ancora bene quella data.
Durante la settimana che precedeva il corso molti pensieri affollavano la mia testa, e anche un po' di ecitazione per la nuova esperiena che in quel fine settimana mi aspettava, nella testa correvano e si rincorrevano pensieri contrastanti, da un lato sensi di colpa per la mia scelta di non partecipare alla gara in bici, dall'altra l'incognita di andare a provare qualcosa di nuovo qualcosa che non conoscevo e quindi mi faceva salire quel senso di paura.
Finalemente arriva il sabato, partenza il mattino presto assieme ad altri 3 amici, ci presentiamo al corso dove inizialmente ci viene spiegato come si svolgerà il corso e poi anche l'intero week end, mi sentivo un pesce fuor d'acqua in quell'ambiente sconosciuto, sbrigato la fare burocratica ed economica dell'iscrizione ci dividono in gruppi dove un istruttore inizia una parte teorica dove ci viene detto il nome dei venti e la loro direzione, ma soprattutto ci viene speigato come far girare la "tavola" quando si è in acqua, questa manovra avviene semplicemente spostando in avanti o indietro l'albero della vela, successivamente viene fatta una prova di come si recupera la vela quando è in acqua, che serve anche per la partenza. Dopo questa parte teorica si passa alla vestizione con muta in neoprene e alla consegna di tavola e vela e poi..... tutti in acqua a provare questa nuova esperienza. All'inizio tutto sembra molto difficile, il vento e la corrente la facevano da padrona e mi portavano alla deriv, con conseguente recupero da parte di un motoscavo atto a fare questo tipo di interventi, la mia consolazione era che non ero il solo in quella situazione la barca era spesso piena di principianti recuperati alla deriva. Man mano che le ore passavano prendevo sempre più dimestichezza con la nuova attrezzatura e iniziavo pure a divertirmi governando la mia piccola imbarcazione a vela.
Da quel week end inizio un pelegrinaggio durante tutti i fine settimana in quella località dove il vento è visto come un compagno invece che un fastidioso elemento della natura. Tutto ciò mi ha portato che alla fine dell'estate sono riuscito a fare la mia prima planata con il windsurf, un'esperienza a dir poco afrodisiaca, ero in mezzo al lago che urlavo dalla felicità, dall'emozione ed anche per la soddisfazione di aver raggiunto l'obbiettivo, non avevo nemmeno il controllo del mezzo ma chi se ne importa l'importante era planare, sfrecciare ad alta velocita a filo d'acqua sembrava quasi di volare. Il ricordo di quei momenti è ancora nitido nella mia mente ma sopratutto nella mia pancia, tutto ha inizio da una semplice e breve planata, poi si è sempre alla ricerca di planate più lunghe e più veloci.
Perchè il windsurf come una metafora della vita??? ... perchè in questi periodi dove ho avuto tempo di pensare, dove la mia vita ha subito un brusco rallentamento, dove sono stato costretto, per ragioni fisiche a non fare cio che mi piace, ho riflettuto su quello che facevo abitualmente ed ho scoperto che tutto può essere ricondotto alle esperienze di vita. Se non si ha determinazione difficilmente di fa lontano, come per il windsurf se all'inizio non hai determinazione difficilmente si riesce a planare, il windsurf ti insegna che se ti cade la vela in acqua devi recuperarla se vuoi tornare a casa altrimenti sei destinato ad andare alla deriva, come nella vita quando cadi se non ti rialzi sei destinato ad essere relegato ai margini, per riuscire ad andare in windsurf devi conoscere prima venti e direzioni cosi da poterti regolare quando sei in acqua, nella vita se non hai le conoscenze di ciò che fai non riuscirai mai ad essere eccellente nella tua attività, nella vita se non hai un buon controllo delle cose che ti circondano difficilmente potrai andare veloce senza rischiare di schiantarti così nel windsurf se non hai padronanza della tavola e della vela quasi certamente non riuscirai a raggiungere lunghe planate ed alte velocità e grande divertimento, nella vità il vento può essere considerato un fattore di disturbo mentre per il windsurf è un amico inseparabile perchè che manca lui manca la cosa proncipale quella mano che ti sorregge sia durante il divertimento sia che ti aiuta nei momenti di difficolta, questa mano è tipica degli amici veri.
Tante cose accomunano il windsurf alla nostra vita, superficialmente sembra un passatempo, un divertimento, ma se si guarda in profondità una semplice attività ricreativa come il surf nasconte una serie di insegnamenti che ci illuminano su quanto sia bella la vita e di come alle volte non siamo grati delle cose che abbiamo e facciamo, perchè sembrano cose normali invece sono cose straordinarie come lo siamo noi.
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Sono commossa dalla tua ripresa. Sia benedetto il giorno in cui ti sei potuto fermare per guardare. Tieni gli occhi spalancati, amico mio, e sono certa che a Torbole sul Garda per le tue uscite in surf .... ci vai davvero in Porsche :-)
RispondiEliminaLucia
Caro Matteo come ti capisco. Aggiungerei anche che l'elemento naturale è la componente variabile che mette in forse l'esito. Se vai in bici sai che la strada è li che ti aspetta; la stessa cosa non funziona con il vento. Se non c'è quel giorno, nonostante le previsioni, tu stai in spiaggia ed i tuoi piani devono essere rivisti. L'incertezza aumenta l'adrenalina, la speranza e ti fa alzare alle 4 di mattina per prendere il Nord (al lago). Ti fa prendere aerei per raggiungere l'altro capo del mondo dove hai la possibilità di confrontarti con onde e vento che da noi raramente hai la possibilità di trovare.
RispondiEliminaIl windsurf mi ha portato in Australia, a Maui (il tempio del windsurf), alle Canarie svariate volte, a Bali, in Grecia (Paros, Mikonos, Naxos, ecc...), in Francia (Hyeres) e in molti altri splendidi posti con spiagge spesso deserte.
Il vantaggio rispetto agli sciatori è che quando c'è la neve bella ed il sole le piste sono affollate, mentre per noi quando il vento arriva ai 30 nodi tutti scappano dalla spiaggia per non venire seppelliti e noi godiamo!!!!
Bravo Matteo, bel post.
Se vuoi dare un'occhiata alla nostra ultima fuga (maggio/giugno 2011) a Gran Canaria ti lascio il link https://www.facebook.com/media/set/?set=a.197544716958010.53437.100001074504488&type=1
e https://www.facebook.com/media/set/?set=a.197357010310114.53373.100001074504488&type=1
Ti auguro il vento in ....... LASCOOOOOOOOO ;-)
Bella Matteo !
RispondiEliminaSai solo qual'è l'unica differenza tra il windsurf e la vita?
Che è vero con il surf quando ti cade la vela in mezzo al mare o la tiri su tu o la tiri su tu.
Nella vita, fortunatamente, puoi contare anche sulla presenza di persone amiche con cui stai affrontando la strada...
Io in caso di caduta vela un bel calcione te lo darò !! Promesso !!
Un abbraccione fortissimo !!
Miky
Grazie a tutti per le bellissime parole, vi mando un abbraccio a tutti.
RispondiEliminaGrazie Grazie Grazie.
Matteo